Ancora sul PD

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Sì, ma questa volta più ‘teatrale’…
Ho caricato su YouTube un ennesimo video fattincasa (come la passata di pomodoro…), tratto dall’ultima puntata di quest’anno di "Parla con me" della Dandini. Si tratta di un monologo in cui Ascanio Celestini (attore che non ho molto in simpatia, ma persona dannatamente intelligente!) mette a nudo – la funzione del teatro è questa – le incongruenze di una metamorfosi che tutta consiste nel cambiare l’apparenza, le parole.
Diceva l’ormai (qui) stracitato Montaigne che "le nom est une voix qui remarque et signifie la chose: le nom, ce n’est pas une partie de la chose, ni de la substance: c’est une pièce étrangère jointe à la chose, et hors d’elle". Della stessa idea (solo qualche decennio dopo) il mio amato Galilei: "i nomi e gli attributi si devono accomodare all’essenza delle cose, e non l’essenza ai nomi" – cosa che il futuribile partito di Walter (che tanto ho amato quando ero al liceo…) pare aver colpevolmente rimosso.

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