Così

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Anche oggi – sarà che è novembre, sarà che ho tante cose e persone cui pensare e non so sceglierne nessuna (perché nessuna mi conferisce quella sicurezza cui tanto aspiro; il fatto è che siamo in un’epoca di fragilità diffusa, in cui nessuno sembra disposto a garantire all’Altro quell’appoggio, quella sicurezza di cui avverte per sé la carenza) – mi sento molto subsOnica – del resto, sta per uscire il loro nuovo disco [?!]. In particolare mi sento molto NON CHIEDERMI NIENTE (2003), che recita così:
 
Dentro le arterie, flussi caldi di pensieri scivolano
tra le pozzanghere del vuoto e nei riflessi navigano
non ci sei, non ci credo più
non ci sei, non ci sarai mai
 
Giochi di vento stretto dentro un cielo bianco saturano
le ombre che logorano i resti del passato sibilano
quanti ricordi all’improvviso in queste stanze
non riesco più, io non riesco più
a sopportarne il peso acuto nel silenzio
non ci sto più, io non ci sto più, io non ci sto e
 
Non ci sei, non ci credo più
non ci sei, non ci sarai mai
 
rit. Ascoltando i miei battiti ancora
da solo confondo ma resisto
continuando a fissarci nel sole
a non chiederti niente perchè niente esiste
e non chiedermi niente perchè non ci sei
e non chiedermi niente perchè non ci sei
e non chiedermi niente perchè
 
Non ci sei, non ci credo più
non ci sei, non ci sarai mai
 
Quanti ricordi all’improvviso in queste stanze
non riesco più, io non riesco più
a sopportarne il peso acuto nel silenzio
non ci sto più, io non ci sto più, io non ci sto
e non ci sei…

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