Bartezzaghi

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Riproduco integralmente la micro-rubrica Lapsus a cura di Stefano Bartezzaghi da "La Repubblica" del 6 marzo 2008 – il cui titolo per l’occasione è ‘Lardo’ -, perché mi pare un fulminante esempio di sociolinguistica:
 
C’è la birra analcolica, c’è la cotoletta di pesce, c’è il ragù vegetariano. Ci sono i motori ecologici, i prodotti naturali, le sigarette senza nicotina, i dolci senza zucchero. Ci sono i divertimenti noiosi. C’è la politica dell’antipolitica, ci sono i liberisti che liberalizzano, gli scrittori che non sanno scrivere, gli atei devoti. Molti personaggi pubblici si distinguono solo in quanto eccezionali rappresentanti del banale (e del resto, chi ha mai distinto i "distinti saluti" dai "saluti cordiali"?), la normalità è l’unico vero stato di eccezione. C’è la lectio magistralis tenuta da un somaro, l’ufficio informazioni che non ne dà, i mezzi di trasporto che stanno fermi, e stanno fermi perché sono "in stato di agitazione".
Diverso è il grado di precisione, di paradosso ossimorico, di mistificazione a cui ciò avviene, volta per volta, ma di fatto siamo circondati da sostanze che hanno pervertito la loro essenza, e si sono trasformate nel loro opposto. E’ l’unica spiegazione per comprendere l’ordinazione di una signora distinta e indistinta al tempo stesso, in una salumeria del centro di Milano, la scorsa settimana: "Due etti di lardo. Però non me lo dia grasso".

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