La sedia elettrica al luna park

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Arrivo un po’ in ritardo, oramai, lo so bene: hanno provveduto a togliere quell’orrenda "attrazione" del luna park milanese… eppure, trascrivo delle considerazioni molto acute di Francesco Merlo, pubblicate in un articolo di commento su "La Repubblica" del 23 giugno 2008, che prendono l’avvio da questo episodio per riflettere, più in generale, sulla società che stiamo costruendo.
 
Attenzione: noi non pensiamo che il luna park debba essere educativo. Andarci non è come andare in chiesa o a scuola. Ci sono nei luna park le stanze degli orrori, gli scheletri dei pirati, la violenza e la crudeltà che emanano da certe riproduzioni di creature mostruose. Ma nel concetto di parco-giochi non può entrare il rantolo. La sofferenza e la tortura non sono lecite spettacolarizzazioni di pulsioni giovanili. Non pretendiamo che il gestore di un luna park sia un istitutore, un aio, un precettore, un prete. Ma la mascalzonate vanno perseguite e punite con i vigili urbani, negando permessi, ritirando licenze, inviando la Buoncostume…
E diciamo subito che questa volta non staremo neppure a sentire i soliti cretini sapienti o magari qualche sindaco di Salemi che ci spiegherà che in fondo anche qui c’è la trasgressione creativa, come nello sporcare di rosso l’acqua della fontana di Trevi, perché sulla decontestualizzazione si fonda il surrealismo, e la sedia elettrica al luna park educa "contro" la pena di morte e comunque è arte, come i baffi alla Gioconda o la rasoiata di Breton o come Dalì… No: da lì a qui c’è la solo volgarità. C’è il fuori posto.
Fuori posto, come una sedia elettrica al luna park, nel nostro Paese c’è il dettaglio morboso nella cronaca televisiva. Fuori posto è il dito medio di un ministro d’Italia contro l’Italia. Fuori posto è la scienza criminologica che si esibisce su Cogne. Fuori posto è tanto l’accanimento terapeutico sui corpi malati quanto l’esibizione "a fin di bene" di quegli stessi corpi malati. Fuori posto è il nudo femminile tanto nella formazione ministeriale quanto nell’informazione televisiva. Fuori posto è parlare in nome di Dio. Fuori posto non sono i nostri ragazzi e il loro geniale YouTube. Il fuori posto è ormai la cifra del nostro smarrimento. Il fuori posto come mancanza di regole e di responsabilità.

Una risposta »

  1. Si parla tanto di moratoria della morte, nessuno tocchi Caino (però mi chiedo che fine ha fatto Abele), le robe contro la tortura, Guantanamo e cose varie… e si rende spettacolo una roba del genere? Capisco in una galleria d’arte (potrebbe essere una provocazione per mattere in luce la pena di morte), ma in luna park dove i bambini si divertono a vedere il manichino fulminato! Per me c’è qualche cosa che non va, si parla tanto di violenza in Tv e se si fanno queste cose anche nei parchi giochi non so che cosa aspettarmi!

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