L’élégance du hérisson

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A proposito di un’interessante articolo sui neuroni specchio, pubblicato su "L’Espresso" del 7 agosto 2008, mi è tornato in mente un passo de L’eleganza del riccio di Muriel Barbery. Quanto al romanzo, bah, si potrebbe dire che nomen omen… la Barbery fa venir su una barba! Soprattutto a causa delle lezioncine di filosofia (terribili le pagine su Husserl) messe in bocca a turno alle due voci narranti, l’improbabile portinaia-intellettualeautodidatta Renée e l’occhialuta (e occhiuta) dodicenne con tendenze suicide, Paloma.
Ma è proprio di Paloma il passo che voglio riportare:
 
E se la letteratura fosse una televisione in cui guardiamo per attivare i neuroni specchio e concederci a buon mercato i brividi dell’azione? E se, peggio ancora, la letteratura fosse una televisione che ci mostra tutte le occasioni perdute? Complimenti al movimento del mondo! Poteva essere la perfezione, e invece è un disastro. Dovremmo viverlo davvero, e invece è sempre un’estasi per interposta persona.

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