Obama, McCain e noi colonizzati

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Siamo tutti in spasmodica attesa di un risultato elettorale che ci riguarda in modo piuttosto marginale – perché tanto noi siamo colonie economiche e culturali e tali rimarremo, chiunque vinca -, anziché guardare la trave nel nostro occhio, che troppo ci disgusta.
Mi viene in mente la prima strofa di La Grande Mela degli Après la classe:
 
La storia passa, il mondo collassa
La Grande Mela ormai è ridotta pelle e ossa
Sull’orlo del Grande Burrone
La mia delusione
Nutriti soltanto dalla perversione
Giornali e radio, portatori d’odio
Illustri maestri dei sette peccati
Siamo malati, andremmo radiati
Nel nome di Dio veneriamo attentati
A qualcuno manca sempre qualcosa
Sì… ma cosa?!
Mamamamama com’è?
Il mio vicino ha l’erba verde più di me!
Mamamamama la verità
Che al terzo canto il gallo ancora tradirà
E intanto giro giro giro giro a dentri stretti
E ancora vivo vivo vivo vivo
C’è chi ha tutto e non ha niente
Chi dice che è un perdente…

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