L’urlo e il furore

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Ho terminato ieri il primo capitolo de L’urlo e il furore (che sto leggendo per suggestioni universitarie rinfocolate da alcune chiacchierate agostane) di William Faulkner. 62 pagine che mi han portato via un mese: difficile seguire le altalene del pensiero di Benjy, l'”idiot” che – per riprendere la citazione shakespereana del titolo – narra una storia “full of sound and fury, signifying nothing”.
Proprio nel primo paragrafo del secondo capitolo – che rispecchia invece i pensieri del fratello maggiore di Benjy, Quentin – trovo questa affermazione dal sapore aforistico, la quale mi ha richiamato anch’essa alla mente Macbeth per via dell’immagine della battaglia “vinta e persa”.

“Because no battle is ever won, he said. They are not even fought. The field only reveals to man his own folly and despair, and victory is an illusion of philosophers and fools.”

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