Wolfman

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Ieri sera sono stata invitata alla (condi)visione di Wolfman, il film con Benicio del Toro e Anthony Hopkins. Posto che si sobbalza in media ogni 3 minuti e che certe scene sono splatter più che cruente, si possono individuare diverse letture della trama.
Innanzitutto, quella etica proposta dal regista: in ognuno di noi c’è l’uomo e la bestia, la crudeltà irrazionale e la ragione normalizzatrice; ma qual è il confine tra le due? Fermando, con la morte, la bestia, non si distrugge anche l’uomo?
Poi c’è la lettura psicanalitica: la lotta tra padre e figlio, un rapporto contorto in cui la gelosia si tramuta in odio e l’odio in desiderio di perpetuazione ed emulazione.
Per non parlare della lettura antropologica: il maschio è aggressività, la donna (vittorianamente angelicata) è civilizzazione.
Certo, si posson dare tante letture. Ma, a pensarci bene, non so se ne valga la pena.

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