Flaiano e la filosofia del rifiuto

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Il senso di scoramento che provo nei confronti della politica e della società italiane spesso mi spinge al silenzio. Vedo i miei contatti che su Facebook “condividono” – ossia pubblicano sulla propria bacheca – articoli di quotidiani inerenti ogni nuova uscita del Presidente del Consiglio, ogni nuovo bavaglio, ogni nuova manovra di affossamento economico e culturale del Paese, ogni figuraccia che facciamo all’estero (per motivi umanitari o perfino sportivi). Io non li pubblico, non più; non so quale scegliere, probabilmente.
Lascio che a parlare per me sia l’Ennio Flaiano del Diario degli errori, con un pezzo del (si badi) 1967 intitolato Filosofia del rifiuto. Sconcertante pensare quanta storia sia trascorsa da allora e quanto poco sia cambiato. [Le sottolineature sono mie.] Ammetto di non sapere se in queste parole ci sia più qualunquismo o nichilismo.

Agire come Bartleby lo scrivano. Preferire sempre di no. Non rispondere a inchieste, rifiutare interviste, non firmare manifesti, perché tutto viene utilizzato contro di te, in una società che è chiaramente contro la libertà dell’individuo e favorisce però il malgoverno, la malavita, la mafia, la camorra, la partitocrazia, che ostacola la ricerca scientifica, la cultura, una sana vita universitaria, dominata dalla Burocrazia, dalla polizia, dalla ricerca della menzogna, dalla tribù, dagli stregoni della tribù, dagli arruffoni, dai meridionali scalatori, dai settentrionali discesisti, dai centrali centripeti, dalla Chiesa, dai servi, dai miserabili, dagli avidi di potere a qualsiasi livello, dai convertiti, dagli invertiti, dai reduci, dai mutilati, dagli elettrici, dai gasisti, dagli studenti bocciati, dai pornografi, truffatori, mistificatori, autori ed editori. Rifiutarsi, ma senza specificare la ragione del tuo rifiuto, perché anche questa verrebbe distorta, annessa, utilizzata. Rispondere: no. Non cedere alle lusinghe della televisione. Non farti crescere i capelli, perché questo segno esterno ti classifica e la tua azione può essere neutralizzata in base a questo segno. Non cantare, perché le tue canzoni piacciono e vengono annesse. Non preferire l’amore alla guerra, perché anche l’amore è un invito alla lotta. Non preferire niente. Non adunarti con quelli che la pensano come te, migliaia di no isolati sono più efficaci di milioni di no in gruppo.
Ogni gruppo può essere colpito, annesso, utilizzato, strumentalizzato. Alle urne metti la tua scheda bianca sulla quale avrai scritto: No. Sarà un modo segreto di contarci. Un No deve salire dal profondo e spaventare quelli del Sì. I quali si chiederanno che cosa non viene apprezzato nel loro ottimismo.

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  1. Ciao, condivido quanto hai detto nel post, mi ci ritrovo e volevo dirtelo nonostante il rischio di……….. essere annesso per questo, quindi intanto l’ho fatto mio utilizzandolo come pagina di copertina di facebook che uso solo per condividere foto con amici e niente altro.
    Spero non ti disturbi la cosa, puoi verificare a questo link, e magari un tuo riscontro mi rassicurerebbe prima di pensare di rimuoverlo, oppure gradiresti un link di riferimento al tuo blog, dimmi tu.
    Intanto un saluto e buona giornata
    Francesco

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