Pensieri alla Burchiello (II)

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Ho notato che la mia playlist del 2010 (è dal 1995 che coltivo il vezzo, o il vizio, di riassumere un anno tramite una silloge musicale) comprende, forse più che in passato, brani molto eterogenei, dal magone di Giuliano Palma alla satira (povera patria!) di Cristicchi, dalla voce marpiona di Karima alla finta serenità di Valentino di Diane Birch (“My tears don’t show, but oh, honey, they flow!”).
E quindi riporto qui due stralci da due di questi pezzi in playlist, per un intervento che smazza e mescola musiche e parole.


Mi son giocato l’infanzia, divertito in gioventù, sconvolto nell’adolescenza…
E adesso ci sei tu!
Puoi dirlo a tutti che sono stato io
A farti un occhi nero con la matita blu…
Se solo avessi avuto la ragione con me
Oggi faccio fuoco e fiamme come non facevo più!
[Tre Allegri Ragazzi Morti, Puoi dirlo a tutti]


Perché l’uomo spara al suo custode e prega l’aguzzino
E intanto spia le perversioni del vicino
Perché l’uomo prega Dio, ma preferisce Giuda
E muore senza vivere!
[Paolo Benvegnù, Solo io e il mio amore]

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