I selvaggi della Louisiana

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Così si intitola il trafiletto di Sergio Luzzatto sul «Sole 24 Ore – Domenica» di oggi:

«Quando i selvaggi della Louisiana vogliono un frutto, tagliano l’albero alla base, e raccolgono il frutto. Ecco il governo dispotico.» Così – con la folgorante sinteticità del genio – Montesquieu consegnò allo Spirito delle leggi, nel 1748, la sua Idea del dispotismo (libro V, cap. XIII).

Chi voglia farsi un’idea del dispotismo di Silvio Berlusconi non deve leggere molto più di questo, dopo aver letto le cronache relative alla vicenda del neo-ministro senza portafoglio (e senza vergogna) Aldo Brancher. Qualunque possa essere l’esito della manovra attraverso cui si è cercato di tutelare l’ex dirigente Fininvest dalla minaccia delle sue pendenze giudiziarie, nulla meglio della metafora di Montesquieu descrive il modo in cui Berlusconi interpreta il proprio ruolo di statista.

Salgano pure in cattedra i professionisti dell’equidistanza, a spiegarci che certe nefandezze dell’attuale governo di centro-destra non sono peggiori di altre nefandezze dell’ultimo governo di centro-sinistra. Restino pure in cattedra i professori di storia, a ricordarci quanto sia improprio e superficiale ogni confronto tra il ‘regime’ di Berlusconi e altri regimi del nostro passato. Sta di fatto che nessun presidente del Consiglio aveva mai dimostrato un tale spregio delle istituzioni repubblicane.

Per trovare negli annali qualcosa di simile al gesto di chi si è organizzato, nottetempo, per fare ministro Aldo Brancher così da ripararlo con lo scudo del ‘legittimo impedimento’, occorre frugare non nella storia, ma nella leggenda: la leggenda di Caligola capace di fare senatore il suo cavallo. Sono vere cronache dell’oggi, invece, le dichiarazioni del senatore Dell’Utri: fresco di condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, ma capace di vantarsi in quanto facitore di ministri.

A quando la fine di questo strazio? A quando il sconfinamento in una riserva degli ultimi selvaggi della Louisiana?

[Apprendo intanto dalla prima pagina dello stesso Domenicale che Riccardo Chiaberge non lo dirigerà più. Mi spiace. Non sono sempre stata d’accordo con i suoi appunti e Contrappunti… ma persino alle firme ci si affeziona.]

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