Walter Simmons

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Mi ha sempre angosciata questa poesia dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Ma l’unico modo per disarmare le proprie paure è guardarle in faccia.

I miei pensavano che sarei stato
grande come Edison o più grande:
perché da ragazzo facevo palloni
e aquiloni meravigliosi e giocattoli a orologeria
e piccole macchine con le rotaie per le correrci
e telefoni di scatole filo.
Suonavo la cornetta e dipingevo,
scolpivo, recitai la parte
del cattivo nell’Ottorone.
Ma poi a ventun anno mi sposai
e dovevo vivere, e così, per vivere,
appresi il mestiere dell’orologiaio
e tenni il negozio in piazza,
pensando, pensando sempre –
non agli affari, ma alla macchina
per cui studiavo anche il calcolo.
E tutta Spoon River aspettava impaziente
di vederla in funzione, ma non funzionò mai.
E poche anime buone credettero che il mio genio
fosse impedito in qualche modo dal negozio.
Non era vero. La verità era questa:
non avevo genio. 

 

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