Memorie di una geisha

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Ho visto qualche sera fa in televisione il film con la regia di Rob Marshall, Memorie di una geisha. Ho cominciato a vederlo per noia, esasperata dal deserto degli altri canali. Poi mi ha coinvolta – e non è solo merito del fascino statuario di Ken Watanabe!🙂 Mi colpisce il concetto di bellezza che promana dalla cultura giapponese, un concetto che si avvicina molto a quello che noi abbiamo della crudeltà.
Riporto di seguito alcune battute che mi sono rimaste impresse: da usare in caso di necessità!

Le speranze sono come gli ornamenti per capelli. Le ragazze vogliono mettersene troppi, ma, quando diventano vecchie, anche uno solo le fa diventare ridicole. [Mameha]

[Hatsumomo] A volte il commento più intelligente è il silenzio.
[Sayuri] Quale miglior consiglio da seguire, se non il proprio?

Al tempio c’è una poesia intitolata “la mancanza”, incisa nella pietra. Ci sono tre parole, ma il poeta le ha cancellate. Non si può leggere la mancanza: solo avvertirla. [Sayuri Nitta]

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