Post 12 e 13 giugno

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Molti stanno dicendo che questo è un successo della Rete, specialmente dei social network. Mi pare interessante un articolo, pubblicato sull’odierno numero di “Repubblica”, a firma di Filippo Ceccarelli (leggibile per intero qui),di cui riporto solo uno stralcio:

“Allegri corpi e fantasmi contundenti ad alto tasso di emotività scagliati contro l’ordine, il modello di potere, ma anche contro lo strumento tecnologico fino a ieri dominante. Tanto più incogniti i creativi, quanto più appassionati gli spettatori che ormai a milioni consumano gratuitamente questi prodotti, li segnalano nelle chat, se li spediscono come virus per mail, li ospitano nelle pagine di Twitter o Facebook. E di colpo, al cospetto di tale imprevedibile effervescenza, mette malinconia la barzellettina del Cavaliere, suona desolante come un disco rotto il suo preteso machismo, lascia sgomenti il video imposto ai tg, quel viso terreo, quella pesante tenda gialla che s’immagina polverosa. O forse è solo colpa della tv che in cinquant’anni ha portato all’estremo limite la democrazia rappresentativa, ma poi ha finito per corromperla con i suoi spettacoli, i suoi controlli serrati, i suoi terribili costi; e allora i nuovi media, più che travolgerla, l’hanno presa alle spalle e sostituita.
«Tutto il conservatorismo del mondo non può opporre nemmeno una resistenza simbolica all’assalto ecologico dei nuovi media elettronici» ha profetizzato McLuhan.”

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