Sillogismi dell’amarezza di Cioran

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Attratta da numerosi recenti articoli sul “Sole 24 ore” e sul “Venerdì” di “Repubblica”, rassicurata dai consigli di un’amica e definitivamente sedotta dal 25% di sconto sugli Adelphi, ho acquistato una copia dei Sillogismi dell’amarezza di Emile Cioran.
Io apprezzo molto lo stile aforistico e Cioran ne è un maestro, e infatti il volumetto mi sembra letterariamente apprezzabile. Però l’ho trovato filosoficamente opinabile: il nichilismo a gogò di solito è di maniera – perché altrimenti chi lo ostenta tenterebbe il suicidio. Ho da subito avvertito la sensazione che Cioran fosse un ‘furbacchione’, molto più attento al dato estetico che a quello etico delle sue enunciazioni e il sospetto, con la lettura, si è tramutato in (quasi) certezza.
Ne scrivo perché ho voglia di riportare alcuni aforismi che mi hanno colpita (sia detto per inciso, ho o-di-a-to la stracitata affermazione “Viaggio attraverso i giorni come una puttana senza marciapiedi”: troppo facilmente, forse perfino stupidamente, provocatoria).

“E’ facile essere ‘profondi’: basta lasciarsi sommergere dalle proprie tare”.

“La storia delle idee è la storia del rancore dei solitari.”
(sarebbe da incidere all’ingresso del mio Dipartimento…)

“Nei tormenti dell’intelletto c’è una dignità che si cercherebbe invano in quelli del cuore. Lo scetticismo è l’eleganza dell’ansia.”

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  1. :mrgreen: la citazione della puttana e dei marciapiedi è veramente abusata all’inverosimile, condivido… quando si parla di Cioran chissà come mai ce la infilano sempre… ce ne sono di migliori e non necessariamente in questo volume…
    Questo libro in particolare però non l’ho ancora affrontato, ti saprò dire quando e se mi capiterà di leggerlo. Conoscendomi, probabilmente lo leggerò. Terrò conto delle tue considerazioni su Cioran per le prossime letture🙂

      • Io ho letto gran parte di Sommario di decomposizione (mica l’ho finito… ancora) e brandelli di altri libri, qualcosa dagli epistolari, dalle interviste e dai Quaderni. L’unico libro che ho letto interamente è “Un apolide metafisico” (l’ho appena recensito sul blog), che fra l’altro ti consiglio per iniziare, perché è un buon modo per leggere Cioran “dietro le quinte” e da lì eventualmente ripartire. Chiarisce molte cose. Ora che l’ho letto penso di poter iniziare gli altri libri con maggior consapevolezza🙂

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