Le puttane di Bari

Standard

Fa strano, o fa male, sentir parlare della propria città solo quando ci sono degli scandali o delle atrocità. Il circolo del lenone Gianpaolo Tarantini rientra, mi sembra, in entrambe le categorie.
Copio e incollo gli stralci che ho maggiormente apprezzato di due articoli a riguardo: il primo, del sociologo Palmisano, è la voce pur scandalizzata di chi a Bari vive e lavora; il secondo, di Nicola Lagioia, secondo me risente molto, invece, della rabbia mista a schifo con cui l’emigrante guarda a ciò che si è lasciato alle spalle.

La Bari delle “puttane bene” – di Leo Palmisano
su: http://www.go-bari.it/notizie/attualita/3909-la-bari-delle-puttane-bene.html#.TmnynPHO4k8.facebook
giovedì, 8 settembre 2011

Berlusconi è un pezzo di qualcosa che ormai attraversa la società italiana e che parte dall’affermazione di preferenze sessuali attraverso l’uso improprio dei corpi come veicoli per la felicità. Ho avuto la fortuna di poterne discutere pubblicamente con Lorella Zanardo e Anna Paola Concia, e abbiamo trovato sempre una convergenza nel ritenere ormai troppo diffusi due comportamenti nel nostro paese:
1) la tolleranza verso la troppa esposizione femminile;
2) la tolleranza verso l’eccessiva cupidigia maschile.

Le due cose insieme creano l’attuale caduta libera verso il baratro morale. Per questo, quando penso che un figuro meschino come Tarantini viveva con ventimila euro al mese perché dal nulla delle sue competenze si era improvvisato prosseneta, vi scorgo la realtà di un paese dove i meriti pagati sono quelli di un’etica ribaltata: sono strapagati calciatori con una scarsa conoscenza di sé e della lingua italiana, sono strapagati dei portatori di prostitute al cospetto del potente, sono strapagati, in definitiva, i facilitatori del vizio e del divertimento corrotto. Ecco la fotografia dell’Italia peggiore in una vicenda che ci riguarda eticamente tutti e che simbolicamente demolisce l’immagine dell’Italia operosa e lavoratrice che ha fatto il Made in Italy.

Ebbene, oggigiorno il New Made in Italy è questo: un consolidato sistema di potere maschile che opprime la porzione restante dell’umanità con sconsiderata ferocia.

* * *
Madri di una borghesia minore. Piccola fenomenologia delle Tarantini’s women – di Nicola Lagioia
su http://www.minimaetmoralia.it/?p=5121 (e anche su “Il Fatto Quotidiano”), 7 settembre 2011

Sul Petruzzelli lasciato a marcire diciott’anni si può insomma all’occorrenza chiudere un occhio e pure due, ma guai perdersi un torneo di Burraco (la vera droga delle signore della Bari-bene), guai saltare un giorno il parrucchiere, guai uscire al sabato indossando meno di diecimila euro, solitario escluso. E poi scuole private per i figli undicenni (meglio se gestite da una qualche prelatura), Lambretta vintage k2 per i figli dodicenni, inutile vacanza-studio a Oxford per i figli tredicenni (al ritorno a Bari parlano il cattivo inglese con cui sono partiti, ma in compenso hanno appreso le proprietà di ketamina e speed), BMW Serie3 Cabrio per i figli sedicenni (Antonio Cassano in Ferrari senza patente sul Lungomare Nazario Sauro è purtroppo come sempre un parvenu – le auto di grossa cilindrata affidate a minorenni, a Bari, sono copyright dei figli di notai e cardiochirurghi). E il giardiniere ogni due giorni? E lo yatch di seconda mano appartenuto al cugino del genero di Abramovich? E il botox? E il brivido di una vacanza in Croazia pagata miracolosamente il triplo di una in Costa Smeralda?
Le amazzoni di Gianpi Tarantini rappresentano soltanto l’ultima release di questa serie storica, perché (ecco la vena malinconica che a volte solca inavvertitamente le fronti delle abbronzate signore) sull’altra metà del cielo barese non è mai tramontato l’astro di Bettino Craxi. Il privilegio è tutto, l’effimero lo è ancor di più, e pur di mantenere l’uno e l’altro si sarebbe disposti a rinunciare perfino a un finale di partita (a Burraco) per una gita a palazzo Grazioli. Del resto, tutto era molto ben documentato in un filmaccio di una ventina d’anni fa. Titolo: La Riffa. Protagonista: una imbarazzante Monica Bellucci al suo esordio assoluto sul grande schermo. La storia è quella della moglie di un industriale barese che si ritrova all’improvviso vedova, piena di debiti, con figlio a carico. Il problema non è ovviamente la sopravvivenza, ma difendere il precedente tenore di vita. La soluzione: organizzare – d’accordo con l’avvocato di famiglia, uno dei tanti principi del foro che regnano sulla città – una riffa a cui far partecipare i facoltosi amici del neo defunto. Ognuno versa cento milioni e al vincitore è dato di disporre della piacente signora.
Papale papale, dritto al punto, e senza troppi orpelli. Così, se la borghesia italiana – nelle parole dell’Orson Welles pasoliniano – si può considerare “la più ignorante di tutta Europa”, nell’ambito questa obsoleta specie dominante quella barese si può considerare a propria volta una borghesia settimina, infantile, molto lontana dall’aver imparato che il privilegio va condito con salse minimamente raffinate.

»

  1. Grazie per il tuo commento, Marco. Le canzoni che hai menzionato mi piacciono molto (la seconda è, peraltro, parte integrante di un mio vecchio post): il fatto è che, quanto più si ama visceralmente un luogo, tanto più si rimane feriti dalla sua insufficienza rispetto alle nostre aspettative.
    Un paio d’anni fa, a Napoli, una signora che aveva voglia di chiacchierare e mi individuò come turista, sulla funicolare, mi disse: “Eh, Napoli è bella… sono i Napoletani che fanno schifo”. Appunto.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...