Stiamo sull’attualità

Standard

Ancora una volta, il sindaco-sceriffo di Bari, Michele Emiliano, è riuscito in ciò che meglio gli riesce: mi riferisco, naturalmente, all’arte di suscitare scalpore.
Venerdì 10 febbraio, in un convegno di bibliotecari del PD [sic], è intervenuto con una relazione (per sua stessa ammissione, cito infatti da un post sul suo profilo Facebook) “senza infamia e senza lode”. Continua Michelone:
“Non sapevo bene neanche di cosa si trattava. Venivo dalla sala operativa della Protezione Civile dove avevo presieduto per 3 ore una riunione emergenza neve e senza fissa dimora. Ero lì solo per salutare Giuliano Amato, che poi non è venuto causa neve.”
Sottotesto: c’avevo cose più imbortandi da fare!

Pare che una cittadina (non una bibliotecaria!) lo abbia così interpellato: “Potrei sapere dal sindaco cosa sta facendo per le biblioteche di quartiere?” (le poche che c’erano, infatti, sono state chiuse). Al che il nostro beniamino ha candidamente risposto: “Io non sono mai andato in biblioteca, e comunque a Bari la biblioteca comunale non serve. Bastano le librerie”.
Quando molti miei colleghi, tanto sul momento quanto via web, hanno reagito stupefatti, il sindaco si è – poffarbacco – seriamente innervosito. Ecco come continua lo stesso post che ho citato sopra:
“I bibliotecari di tutto il mondo, sul web, con il tipico atteggiamento dei bibliotecari, hanno scatenato una caccia all’uomo dicendo che non sono degno di fare il sindaco. Deve essere questa la ragione per la quale il livello dei lettori in Italia è così basso. Se foste un po’ più comprensivi verso chi non conosce una biblioteca comunale, forse molti di noi verrebbero più volentieri a trovarvi ed a prendere libri. Io mi sono veramente spaventato e farò tutto quello che i bibliotecari mi diranno di fare. Obbedisco.”
Per la rubrica: “una pezza peggiore del buco”. E’ andato ad un convegno senza sapere bene di cosa si trattasse, è intervenuto nel dibattito senza sapere di cosa stavano parlando, ha dichiarato che le biblioteche non servono proprio in una sede in cui si discute dell’importanza di quelle strutture e – in cauda venenum! – quando glielo si fa notare, ritorce l’accusa sugli accusatori.
Mi ha fatto molto ridere colui che ha commentato l’espressione “tipico atteggiamento dei bibliotecari” con queste parole: “intendi dei vecchi con la barba nella biblioteca, al buio, di notte, con una candela accesa e con un violento temporale che apre tutte le finestre???”.
Dal canto mio, coltivo un interrogativo: quale sarebbe il “tipico atteggiamento dei bibliotecari”? Piagnoni? Elitari? Abituati a lasciarsi scivolare addosso le richieste improbabili degli utenti (e chi legge questo blog ormai lo sa)? Abituati a essere bistrattati da amministratori impreparati e supponenti?

In tutto questo, tengo a riferire un particolare. “La Repubblica – Bari” di ieri riportava un’intera pagina sul dibattito in questione. Negli occhielli, le foto del sindaco, di una collega inviperita e del presidente dell’AIB, Stefano Parise, ciascuna corredata dalle loro dichiarazioni in sintesi. Che foto è stata scelta per corredare il pezzo? Una inquadratura a tutta pagina della Sala Consultazione della Biblioteca Nazionale “Sagarriga Visconti Volpi” di Bari. Ora: io in quella sala ho consultato manoscritti e testi del Settecento e devo alle splendide persone che ci lavorano parte della mia ricerca di dottorato. Ma che scopo ha quella foto, in un articolo in cui si dice che i bibliotecari sono professionisti all’avanguardia, se non quello, sottile, di confermare che le biblioteche sono posti polverosi e fuori dal tempo?

»

  1. Sto ridendo sinceramente per “imbortandi”.

    Emiliano, poverino, e il suo partito (peggio ancora) hanno bisogno di sfogarsi: è un periodo – un po’ troppo lungo, per dir la verità – in cui non ne azzeccano una.

  2. No, ti prego, Ste: dimmi che questo post te lo sei inventato.

    Dimmi che è un esercizio di scrittura creativa.

    Dimmi che un sindaco, un esponente del Pd, un laureato (laureato in Legge), un magistrato non ha pronunciato quelle parole.

    Dimmi che, se le ha pronunciate, era uno scherzo di Carnevale e dopo hanno riso tutti facendo altre battute e ballando su qualche “trenino”.

    Dimmi che, se le ha pronunciate, Bersani ha subito annunciato che lo caccerà dal Pd per manifesta indegnità, o perlomeno si guarderà bene dal ricandidarlo.

    • Emiliano sta conducendo un’ondivaga campagna elettorale, indeciso se iscriversi nelle liste di FLI o di SEL… cos’avranno in comune i programmi politici di Fini e di Vendola? La persona, comunque, è nota per i suoi modi spicci e teatrali; questo non lo giustifica, anzi, ma inquadra meglio la dichiarazione.
      Dal canto mio, sono solo molto intristita.

  3. L’ondivaga campagna di Emiliano ripercorre le orme di quella del proprio partito, indeciso fra uno sguardo a sinistra e cinque o sei al Terzo Polo e non solo.
    De Luca docet.

      • il fatto che abbia fatto abbattere Punta Perotti mi sembra di per sé un bene. Poi insomma, non è andato tanto per il sottile (visto che il terreno non era comunale…)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...