Il questionario di Proust

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Il Questionario di Proust era un gioco di società in voga nei salotti del XIX Secolo, una specie di antenato dei test della personalità fatti per divertimento. La traduzione è di Mariolina Bongiovanni Bertini ed è tratta dal volume degli Scritti mondani e letterari (a cura di M. Bongiovanni Bertini, Einaudi, Torino 1984).
Ah, naturalmente, queste risposte sono le mie.

1) Il tratto principale del mio carattere.
La serietà.

2) La qualità che desidero in un uomo.
La coerenza.

3) La qualità che preferisco in una donna.
L’autonomia.

4) Quel che apprezzo di più nei miei amici.
La capacità di passare da un argomento impegnativo a uno leggero nella stessa conversazione.

5) Il mio principale difetto.
Mantenere ciò che prometto.

6) La mia occupazione preferita.
Macerarmi.

7) Il mio sogno di felicità.
Raggiungere e mantenere la serenità, l’equilibrio.

8) Quale sarebbe, per me, la più grande disgrazia.
Perdere i miei punti di riferimento.

9) Quel che vorrei essere.
Dal punto di vista etico, vorrei essere ciò che sono.

10) Il paese dove vorrei vivere.
In Francia, possibilmente in Provenza!

11) Il colore che preferisco.
Viola.

12) Il fiore che amo.
Le celosie; ma amo ricevere gli iris in regalo.

13) L’uccello che preferisco.
Non ci ho mai pensato! Direi il colibrì.

14) I miei autori preferiti in prosa.
Joyce e Saramago.

15)I miei poeti preferiti.
Ungaretti e Apollinaire; ci metterei pure Ivano Ferrari.

16) I miei eroi nella finzione.
Non ne ho più; potrei azzardare uno Sherlock Holmes, in ricordo della mia adolescenza.

17) Le mie eroine preferite nella finzione.
Momo di Michael Ende, sicuramente.

18) I miei compositori preferiti.
Vivaldi e Gershwin.
Poi, ahem, i Subsonica possono rientrare?🙂

19) I miei pittori preferiti.
Caravaggio e Magritte.

20) I miei eroi nella vita reale.
I medici e gli insegnanti in zone “di frontiera”.

21) Le mie eroine nella storia.
Su due piedi mi vengono in mente Laura Bassi Veratti, Marie Curie, Lise Meitner.

22) I miei nomi preferiti.
Giada; Stefano.

23) Quel che detesto più di tutto.
La meschinità. E le rape stufate.

24) I personaggi storici che disprezzo di più.
Tutti i dittatori sanguinari.

25) L’impresa militare che ammiro di più.
Quelle di Cesare (ok, era un dittatore anche lui…).

26) La riforma che apprezzo di più.
Il voto alle donne in Italia (ieri era 2 giugno, signore!).

27) Il dono di natura che vorrei avere.
Saper disegnare e dipingere.

28) Come vorrei morire.
Nel sonno.

29) Stato attuale del mio animo.
Svuotato.

30) Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza.
Ammetto di essere piuttosto rigida, ma direi quelle dettate dal bisogno.

31) Il mio motto.
Non bisogna sperare: bisogna persistere!

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