Teoria e prassi della biblioteconomia (parte V)

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Il senso della vite.

– Senta, ho bisogno di prendere in prestito questo testo.
– Va bene. Ha la malleveria firmata dal docente di tesi?
– Sì.
– E… me la vuole passare?
[segue compilazione della scheda di prestito, con i dati personali dell’utente e i riferimenti del volume]
– Una firma qui… ok, arrivederci.

Lo studente torna pochi minuti dopo, trafelato.

– Eeeee… senta… ho lasciato qui quella cosa.
– Cosa?
– Quel foglio… [disegna in aria un rettangolo il cui lato lungo non supera i 10 centimetri.]
– La malleveria del docente?
– Sì! Quella!
– Ma la malleveria ha specificamente la funzione di restare a me come garanzia che lei è autorizzato a prendere in prestito il libro. Quando mi riporta il volume, gliela rendo.
– Aahhh… [aria delusa] ok… salve…

»

  1. la malleveria… che nome assurdo! autorizzazione, certificazione, modulo, attestazione sono forse termini troppo banali per la nostra eccelsa università italiana. Posso capire il senso di smarrimento dello studente…

    • Piero, mio caro, sarebbe auspicabile che i nostri studenti universitari avessero un bagaglio superiore a venti parole, per potersi fregiare a ragione del titolo che conseguiranno.

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