Come dirlo meglio…

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Ennesima canzone genere Luci-della-centrale-elettrica: in tempi in cui non sembra necessario saper cantare per essere cantanti, Vasco Brondi e i suoi fratellini usano molto parlato e qualche nota giusto per far capire che stiamo ascoltando un brano musicale (massì, che si vantino di proseguire la tradizione dei CCCP…). Eppure, Mi sono rotto il cazzo degli Lo Stato Sociale (da Turisti della democrazia, 2012) ha un testo che, in questo momento, mette esemplarmente a fuoco la mia nausea. La gradazione è evidente: dal personale al politico, solo che l’enfasi maggiore è riservata alle relazioni interpersonali.
[Potrei dire che il Duemila è come il Seicento: nelle parole del fondatore dei Lincei Federico Cesi, “Secolo antico molto più publico. Secolo d’oggi molto più privato”. Ma poi sembrerei snob].

Mi sono rotto il cazzo degli esperimenti del “frequentiamoci, ma senza impegno”
“stiamo insieme, ma non vediamoci che poi ho paura”
anzi “vediamoci quanto ci pare, ma vediamoci in compagnia”
Mi sono rotto il cazzo dei codardi con l’amore degli altri

Mi sono rotto il cazzo perché poi non si dorme più
si sta svegli finché non muore la speranza
maledetta stronza che non muore mai, mentre io vorrei dormire

Mi sono rotto il cazzo di questa città
degli aperitivi a dieci euro, del clima di terrore a gratis
dei giovani di sinistra arrivisti, bugiardi, senza lode
gente che in una gara di idiozia riuscirebbe ad arrivare secondo

Mi sono rotto il cazzo di quelli che vogliono andare un anno all’estero
ma prima tre mesi da cameriere, così guadagno qualche soldo
svegliati, stronzo, che sono trent’anni che mamma ti mantiene
e le dispiace pure che vai a fare il cameriere

Mi sono rotto il cazzo delle signorine che vogliono fare un sacco di cose
ma non ne sono in grado e se ne accorgono tardi
e allora 800 euro per la reflex, 200 per yoga e 300 per i peli del culo e 600 d’affitto
per emanciparsi

Mi sono rotto il cazzo della puzza di piscio delle zone industriali
della puzza di industria dei giardini pubblici
di tutti a lavoro in auto, una persona per auto, per finanziare meglio l’Eni

Mi sono rotto il cazzo della critica musicale
non siete Lester Bangs, non siete Carlo Emilio Gadda
si fa fatica a capire cosa scrivete
bontà di dio, avete dei gusti di merda

C’avete rotto il cazzo, etichette indipendenti
con 400 euro ti registro il disco in casa, suona bene
lo metti su Vimeo, fai girare la voce
tra un anno Acocella
e tra due anni… a fare il benzinaio

Mi sono rotto il cazzo che “se vince la sinistra, vince la droga”
e mai che mi invitino a un festino!
Mi sono rotto il cazzo del più grande partito riformista d’europa
del facciamo quadrato nel grande centro nei girotondi
del partito dell’amore del governo ombra
di chi si difende dai processi e non nei processi
dei militari nei giardini pubblici a fare la guardia a chi piscia il cane

Mi sono rotto il cazzo della sicurezza come fiera della forca
e del fascino della divisa
sarebbe bello bruciassero meno fabbriche e crollassero meno scuole
e scippassero più vecchiette

Mi sono rotto il cazzo di “c’è la crisi, c’è la crisi 
“da domani acquisto solo cacciabombardieri”
è un po’ di tempo ormai che vendiamo solo sangue
e compriamo solo merda

Mi sono rotto il cazzo che bisogna essere lavoratori flessibili
come ergastolani in turnée, ma molto più sorridenti
dei fascisti col culto del corpo che diventano campioni di greco-romana
e poi fanno gli agguati ai ragazzini di notte
in cinque contro uno

Mi sono rotto il cazzo che non sono d’accordo con te
ma morirei affinché tu possa dire la tua stronzata
che poi i nazisti sono giovani che amano la politica
i comunisti prendono a modello Cristo
mentre i preti contestualizzano bestemmie
e nella guerra per la pace vince da sempre il voto moderato

Fate una cosa bella, ma bella davvero
la prossima volta che dite una stronzata… ammazzatevi da soli!

Mi sono rotto il cazzo anche di me stesso
che mi conosco fin troppo bene e ho ancora tutta la vita davanti
che cazzo faccio da qui fino alla pensione?
che poi mica me la danno
e comunque non avevo le carte

Mi sono rotto il cazzo anche di te
che per fortuna non ti conosco e forse sei la speranza
giuro che se ti incontro… finisce male!

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