Decalogo della società letteraria

Standard

1) Lo scrittore migliora con gli anni.
Il paragone più frequente è il vino. Anche se pochi vini migliorano col tempo.
L’ascesa dello scrittore è invece inarrestabile e tocca il suo culmine con la decrepitezza e la morte.
Lo scrittore morto è immortale.

2) Lo scrittore malato è migliore di quello sano.
C’è chi, in prossimità dei premi, si ammala.
Si consigliano gambe vacillanti e sguardo febbrile, tra infermità e desiderio.

3) Lo scrittore isolato è migliore degli altri.
Ripeterlo, soprattutto per continuare a tenerlo nell’isolamento.

4) Lo scrittore poco fecondo è migliore di quello prolifico.
Chissà dove arriverebbe se non scrivesse mai.

5) Non negare mai l’obolo all’esordiente.
Aspettare, per pareggiare il conto, il secondo libro.

6) “Non dare la precedenza ai più capaci.”
E’ un principio di Lao-Tze sull’arte del governo.
Può darsi che non lo si conosca, ma è certo che lo si pratica.

7) Per aiutare una persona cara, parlare esclusivamente di valore. E’ anche più morale.
Per annientare un concorrente non dire mai “Lo detesto!”, ma spalancare le braccia: “Peccato che non sia più lui!”

8) Per prevenire sdegni, indignarsi per primi.
Disorienta sempre.

9) Disprezzare il successo. Almeno quello degli altri.

10) Giudicare i libri senza leggerli.
Sembra una magia, mentre è solo un’abitudine.

dal libriccino di Giuseppe Pontiggia, Le sabbie immobili (1993).

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...