Un giorno devi andare

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Almeno tre dei miei manzoniani venticinque (e sarebbero già tanti) lettori avrà visto Into the Wild, per la regia di Sean Penn. Cosa ricorderanno di quel film i tre lettori su venticinque? Chiariamo, rispondere “la colonna sonora di Eddie Vedder” non vale. Suppongo saranno rimasti stupefatti dai paesaggi, affascinati dalla varietà umana che Alex Supertramp incontra lungo il suo percorso auto-euristico (no, leggete bene: non ho scritto autoerotico, per quanto a volte le due cose possano coincidere), interessati dalla indagine sociologica sottesa, commossi dalla tardiva scoperta del protagonista della estrema verità della vita: la felicità, parafrasando Thoreau, è reale solo se condivisa.
Questi ingredienti sono tutti presenti nel recente film di Giorgio Diritti, Un giorno devi andare. Chi ama il genere “questo-mondo-borghese-mi-fa-schifo-anche-se-ci-sono-nato” e dovesse scegliere di trascorrere così 110 (centodieci) minuti della sua vita non resterà deluso. Mi permettete una osservazione, assolutamente personale e di contenuto più che di merito (tanto, che dire di Jasmine Trinca? Venti film, una sola espressione. Ma forse la versatilità non è di questo mondo.)? Permettetemela.
Vuoi cambiare il mondo? Benissimo. Allora fammi il sacrosantissimo piacere di iniziare a sfangarti le giornate lì dove stai. Il “mollo tutto e cerco il senso della vita su un’isola deserta” dopo Robinson Crusoe ha probabilmente perso mordente (pur volendo trascurare il significativo dettaglio che Robinson non ha cercato l’isola e non fugge da un’impostazione sociale che, infatti, ripropone). Ti fanno schifo la borghesia, il tuo Paese, la prospettiva di lottare ogni giorno per avere ciò che ti spetta? Benissimo, nessuno ti trattiene: vai pure ad aiutare chi vive in condizioni economiche e sociali molto svantaggiate. Ma fai qualcosa. Ridursi a blaterare soli davanti all’immensità non è romantico coraggio di sfidare le convenzioni: è solo una forma diluita di suicidio.
Un giorno devi andare… già. Meglio non ti suggerisca dove.

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