Scrittura, informazione, censura

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In poche battute, alcuni decenni fa, venne descritta la democrazia del Web 2.0. Lo scrittore polacco Stanisław Lem, principalmente noto per Solaris, in questo paragrafo descrive la condizione in cui ci troviamo noi oggi: è per questo che diffido di quei moVimenti che ripongono immensa fiducia nella Rete come mezzo di informazione, come serbatoio di notizie autentiche e non filtrate.

Esistono vantaggi e vantaggi. Delle formiche che trovino un filosofo morto sul loro cammino ne ricavano un beneficio. L’esempio vi sconvolge? È precisamente quanto mi ripromettevo. Fin dal suo nascere, la scrittura ha sempre trovato un nemico nella censura delle idee espresse. Tuttavia, accade talvolta che la libertà di parola si riveli un mezzo ancora più micidiale per il pensiero. Le idee proibite possono circolare clandestinamente; ma che fare quando un fatto importante affonda in un oceano di informazioni fasulle, quando la voce della verità viene sopraffatta da un inaudito tumulto e, per quanto liberamente si diffonda, non arriva a farsi udire, visto che le tecniche dell’informazione hanno creato una situazione in cui è sempre il messaggio urlato più forte, anche se il più menzognero, a venire più facilmente captato?

Stanislaw Lem, La voce del padrone (1968)

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