Priva di titolo (impressioni di Trieste)

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Passione del corpo
Zavorra che mi ributta giù
Metronomo di tacchi sul selciato
Tremo dentro e fuori
E quando mi stanco di camminare
Quanto mi stanco di camminare
Ondeggiare lento di luce
Sotto le palpebre chiuse
Le forti piazze e
I vasti venti di Trieste
Alberi a foglia come di Magritte
Arsi dal freddo dei torrenti
Secchi a Casarsa
E sole sfumato
Da una nebbia leonardesca
È un amore marcio che coltivo
Feto vicereale in formaldeide

scritta tra il 19/11/’07 e il 1/1/’08

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