Il guaio

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Genitore cinquantenne in sneakers e con l’iPod nelle orecchie si presenta in biblioteca e dice: “Mia figlia ha dimenticato qui una cartellina con del materiale di studio”.
Come spiegare a quest’uomo che
a) è cattiva educazione rivolgersi a una persona continuando a tenere gli auricolari?
b) è cattiva educazione rovistare sulla scrivania di qualcuno, a maggior ragione se è assente, specie dopo che la funzionaria che si è fatta carico della tua richiesta ti ha già dato prova che la cartellina non è lì?
Chi dice aprioristicamente che “la colpa è della scuola” forse dimentica che i peggiori educatori sono i genitori. Resta evidente che, per trasmettere ai figli le nozioni basilari della buona educazione, bisogna conoscerle. Il guaio è tutto qui.

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  1. Questo ha una crisi di mezza età grossa quanto un camion. Tornando all’educazione, mi chiedo che abbia mai trasmesso alla figlia un figuro del genere. Che, fra le cose, poteva degnarsi di passare dalla biblioteca di persona. Se tanto mi da tanto…

    • Cara Francesca-Tersite,
      grazie per la solidarietà😀
      Sono sempre stata del parere che chi semina vento raccoglie tempesta: se non sei rispettoso nei miei confronti, non sono tenuta ad essere gentile con te. Eppure io lo sono, perché considero questo atteggiamento parte integrante del mio lavoro (oltre che dell’educazione che mi è stata trasmessa). Da un servizio al pubblico ci aspettiamo sempre il massimo di cortesia ed efficienza, ma poco siamo disposti a dare: viene più facile l’insulto o il giudizio sbrigativo…

  2. Nemmeno io posso sempre dire di essere una persona gentile, non lo sono sempre, non è facile, ognuno è afflitto dai suoi problemi. Però una cosa è certa, aspettarsi un comportamento standard dimostra che in tanti si dimenticano proprio questo aspetto fondamentale… che ci si relaziona con uomini e non con robot. E qui si va oltre la momentanea incapacità di gentilezza.

      • Si, come se fosse “carattere”. Non è raro sentire infatti persone che motivano certe mancanze con “tanto sono fatto o fatta così”. Che voglio dire, si perdona tutto o quasi, ma in questo modo non c’è alcuna volontà di rimediare… Nemmeno quella… Un vero peccato.

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