Quaranta pensieri numerati

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Trovo per caso, su un blog de L’Unità, il commiato scritto da Andrea Satta dei Têtes de Bois per la morte di Francesco Di Giacomo, voce del Banco del Mutuo Soccorso. A chiosa dell’articolo, forse per presentare il cantante a chi (come me) non lo conosce oppure per ricordarlo nel più efficace dei modi (lasciando a lui stesso la parola), sono stati ripubblicati in calce i “Quaranta pensieri numerati” scritti da Di Giacomo il 28 ottobre del 2012, per il quarantesimo anniversario del Banco. Li inserisco qui e li faccio miei, perché li ho trovati commoventi.

Pensiero numero 1. Non sono Mosè, ma sono sulla buona strada.
2. La morte mi desta curiosità.
3. La vita è la sospensione fra un respiro e l’altro.
4. Gli alberi mi piacerebbe vederli in fila sull’autostrada.
5. Quarant’anni pieni di quaranta ladroni, quaranta per anno.
6. Paolo.
7. Franco.
8. Rudy.
9. Amedeo.
10. Mi piacerebbe passare fra una goccia e l’altra, quando piove, ma di profilo non mi viene mai bene.
11. Le autostrade non vanno mai nel posto dove tu volevi andare.
12. Padova.
13. Bologna.
14. Firenze.
15. Palermo.
16. Cercarsi la luce sul palco è come trovare un posto libero in metropolitana.
17. La paura scatta quando Andrea Satta mi chiama e mi dice «tu sei il migliore amico mio».
18. Lo stomaco e l’alito pesante ti possono venire anche vedendo un film come «Le cose belle» di Agostino Ferrente, nel senso che quando una cosa mi piace, m’ingozzo.
19. Spesso la musica m’infastidisce.
20 Sopra 16mila Hertz mi vengono le bolle.
21. Eleanor Rigby.
22. Domani è un altro giorno
23. Like a Rolling Stones.
24. Che gelida manina.
25. Il continuo spostare il microfono sul palco è direttamente proporzionale alla mia confusione quotidiana.
26. Spostare i problemi è una gran fatica, meglio lasciarli lì.
27. Il bollito.
28. I fegatelli.
29. La frittata di patate (senza uova).
30. Pasta e fagioli.
31. I preti farebbero meglio a fare dei figli.
32. Il tramonto è un atto privato.
33. Spesso alle tavole della legge mancano le sedie.
34. Dio ogni tanto farebbe bene a girarsi di spalle.
35. La proposta non è vaga: chi vuole il Papa se lo paga.
36. L’amore sta sempre lì, con calma.
37. I bambini? Mi sarebbe piaciuto averne, molto, molto…
38. «La luna somiglia soltanto alla luna, che facciamo qui fuori è tardi, rientriamo …» (Carmelo Bene).
39. Suonare col Banco è un privilegio, ma ogni tanto i privilegi vanno dismessi.
40. Se tu sapessi, Andrea…

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  1. Significativa. Si, credo sia il termine più adatto per quello che mi passa in testa in questo momento, riguardo questa lista. Sembra un flusso di pensiero, ma in cui ogni componente ha il proprio ruolo – anche quella apparentemente più piccola, insignificante. Dalle cose che non ti aspetteresti a quelle su cui vorresti meditare e che ti bloccano la lettura. Bella, questa lista, è probabilmente meglio di qualsiasi ritratto. Si sente che lì dentro c’è una persona e tutta la sua storia.

    • Grazie, Francesca!
      Lo scritto sembra, effettivamente, vicino a un flusso di coscienza; forse proprio per questo gli elementi molto personali vengono quasi surclassati dalle notazioni che ti fanno riflettere perché condivisibili (direi universali).

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