Formula perché cresca la vigna

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Mariangela Gualtieri, Formula perché cresca la vigna

Mariangela Gualtieri, Formula perché cresca la vigna

Mi è stato chiesto perché io sia tanto legata a questi versi di Mariangela Gualtieri, scritti nel 1992 e compresi nella raccolta del 2003 Fuoco centrale e altre poesie per il teatro. Dovrei forse fare una precisazione: quando leggo poesia (come scrissi su aNobii mesi addietro, nel commento alle Poesie di Kavafis) mi annoia la parola ricercata ma mi stupisce la struttura classica che, nella sua rigidità, ha permesso la fioritura di testi semplicemente inarrivabili (penso ai sonetti di Baudelaire). Trovo stucchevoli molti poèmes-en-prose, perché cerco musicalità della forma e immagini spiazzanti: in questo senso la Gualtieri (di cui ho già postato un componimento tempo addietro) e Ivano Ferrari sono i poeti contemporanei che maggiormente mi corrispondono.
Nello stralcio che ho riportato qui su, c’è un evidente controsenso semantico. A me pare l’esemplificazione di una scissione: l’io lirico si definisce contemporaneamente astratto e concreto, soggetto e oggetto, pieno e vuoto, Mancanza come antonomasia (un concetto, e dunque, in quanto concetto, pieno di significato), oggetto della mancanza, ciò che manca, e infine luogo da cui è assente. Ma non c’è nessun dolore del νόστος: la stessa Gualtieri, nelle note al Parsifal (un segmento lirico-drammatico incluso nella raccolta) si dice convinta che “il sentimento della mancanza sia il nostro ultimo baluardo di umanità, una memoria di bellezza da cui poter partire” per evitare lo sfacelo, per rinnovare, per porre rimedio all’imperfezione dell’essere e dunque, spesso, del dire. Perché troppo spesso siamo presi da quello che Zanzotto chiamava il “progresso scorsoio” e dunque finiamo per non identificarci nel presente, per non trovare spazio nella parola:

Io sono spaccata, io sono nel passato prossimo,
io sono sempre cinque minuti fa, il mio dire è fallimentare,
io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo
all’essere e non lo so dire […]

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