Stupidario immobiliare

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Ebbene sì: sto cercando casa. Sono diventata grande, è pure il momento che prenda la mia strada con la mia mano nella mano di un’altra persona (come scrivevo all’inizio di quest’anno). Tutti dicono: sì, brava, dai, è il momento! Tutti i giornali scrivono: i prezzi degli appartamenti sono crollati del ventipercento dal 2013, i prezzi stanno crollando del cinquevirgolaseipercento dall’inizio del 2014, ormai sono i proprietari a pagare te per farti comprare la loro casa, è il momento!
Madddegheaoh.
In questi ultimi mesi ho accumulato un po’ di esperienza e un certo qual fiuto nello scorrere gli innumeri annunci immobiliari presenti su siti più o meno specializzati e mi sento in diritto di stilare una piccola lista di raccomandazioni prêt-à-porter per gli estensori, che siano consulenti o privati, di detti annunci.
Fermo restando l’assunto di partenza secondo il quale (come ha scritto tempo fa una mia amica citando Nazim Hikmet) “la casa più bella è quella che devi ancora vedere”:

– se volete fare i furbi e riportare il vostro annuncio in testa alla lista ricerca, perché quello precedente è vecchiotto, oltre alla data cercate di cambiare la foto di presentazione, e magari (dopo 8 mesi di mancata vendita) anche il prezzo: altrimenti, guarda un po’!, si capisce che si tratta di due annunci identici;
– se avete scritto “riscaldamento autonomo a gas” non arrabbiatevi se coloro che (ingenui) visitano il vostro appartamento vi chiedono stupiti perché manchi il contatore del gas;
– chiedetevi perché uno vi scoppi a ridere in faccia se ha letto sull’annuncio “posto auto condominiale” e poi non veda nessuno spiazzo attorno al, o nessun box sotto il, palazzo in questione;
– non è che se non indicate il quartiere avete maggiori possibilità di successo: quando vi telefono, mi dovrete pur dire dove si trova ‘sta casa;
– “libero” significa vuoto, non significa “occupato finché non te lo compri”: non è carino guardare il probabile acquirente con sufficienza e sbuffare “tutte le case si vendono libere al rogito!” se sull’annuncio era scritto altro;
– se chiedo “l’appartamento è da ristrutturare?” non mi aspetto una risposta del tipo “dipende dai gusti…”, perché sto chiedendo se bagno e cucina funzionano oppure no; 

– la scusa “il quartiere è ben servito” per prezzi irragionevoli ha il fiato corto: sono un privato cittadino e non un immobiliarista multimilionario, vorrei acquistare un appartamento in condizioni vivibili e non una intera zona, per quanto fantastica;
– a proposito di condizioni vivibili, l’espressione informale “chiavi in mano” mutuata dal settore delle automobili è suggestiva, lo ammetto, ma di solito significa che è tutto perfetto e pronto all’uso, non che mi date le chiavi in mano e i calcinacci sono i miei.

Per ora mi fermo qui. Ma se ho il piacere di gustare altre amenità le aggiungerò volentieri.

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