La relazione tra democrazia 2.0 e ignoranza

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E’ un tema su cui sono tornata spesso, ma che da un po’ trascuro. Mi ci ha fatto tornare questo bell’articolo di Vanessa Niri, pubblicato su “Wired” un paio di settimane fa. In questo articolo si legge un dato preoccupante, ossia il ritorno dell’analfabetismo: non di tratta più (si sarebbe tentati di dire “per fortuna”… ma solo di primo acchito) dell’analfabetismo di chi non sa leggere scrivere e far di conto. Siamo di fronte a una forma nuova, forse più perniciosa perché insidiosa:

“Tre italiani su 10, ci dice l’OCSE, si informano (o non si informano), votano (o non votano), lavorano (o non lavorano), seguendo soltanto una capacità di analisi elementare: una capacità di analisi, quindi, che non solo sfugge la complessità, ma che anche davanti ad un evento complesso (la crisi economica, le guerre, la politica nazionale o internazionale, lo spread) è capace di trarre solo una comprensione basilare. Un analfabeta funzionale, quindi, traduce il mondo paragonandolo esclusivamente alle sue esperienze dirette (la crisi economica è soltanto la diminuzione del suo potere d’acquisto, la guerra in Ucraina è un problema solo se aumenta il prezzo del gas, il taglio delle tasse è giusto anche se corrisponde ad un taglio dei servizi pubblici…) e non è capace di costruire un’analisi che tenga conto anche delle conseguenze indirette, collettive, a lungo termine, lontane per spazio o per tempo.” 

Più perniciosa è questa forma, scrivevo, perché una persona con quella capacità di relazione nei confronti del mondo e delle notizie non sa di essere analfabeta: si sente istruita, e del resto la legge formalmente gli/le riconosce quelle abilità con i relativi titoli di studio. E poi magari esprime in luoghi pubblici (reali o virtuali) pareri sprezzanti e decisi verso situazioni che non approfondisce,  non percependo nessuna differenza tra il proprio punto di vista e quello di specialisti del settore. Sconfortante.

 

Asimov

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  1. Non pensavo che l’avrei mai detto… Ma la democrazia in queste condizioni è come giocare alla roulette russa con un bazooka

    • Grazie, Chik: i miei smarrimento e sconforto derivano esattamente da questo.
      L’ideale di giustizia suggerisce che tutti hanno pari opportunità di espressione e accesso, ma quando leggo o sento reazioni e commenti di persone che non vogliono darsi gli strumenti per saperne di più, che liquidano tutto con sufficienza… mi chiedo che peso ha quel voto nella mia vita, nell’organizzazione dello Stato in cui vivo anche io.

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