Camilleri e “L’eredità”

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Il programma pre-serale di Rai1, “L’eredità”, è ormai vicino a un’istituzione, e come tale inamovibile. Il mio rammarico nei confronti di questa trasmissione (e del suo immarcescibile successo) è che vincono, o arrivano in finale, i concorrenti meno preparati o meno svegli: non seguo spesso la trasmissione, ma ogni volta che la vedo succede proprio questo. Rammarico che, ho scoperto sul “Sole 24 Ore” di domenica 11 maggio 2014, condivido con Andrea Camilleri (un’istituzione a sua volta, ben inteso) e i suoi Segnali di fumo dal posacenere.

Ogni tanto mi capita di seguire una trasmissione televisiva basata su domande di vario genere rivolte ai concorrenti. Che sono di ogni età. Spesso rimango sconvolto. Alla domanda: «In che anno il fascismo mise la tassa sul celibato?», una trentenne risponde senza esitare: «Nel 1956». Alla domanda su chi fosse l’inventore del parafulmine, la risposta di un sessantenne baldanzoso è: «Rita Levi-Montalcini». E ancora: «Come si chiamava il servo di don Chisciotte?». Risposta lapidaria: «Rigoletto». E potrei continuare. Invece è assai difficile che i concorrenti sbaglino le risposte sul festival di Sanremo, sui cantanti, sulle squadre di calcio, sui campionati sportivi. Tutta colpa della scuola? Ma fatemi il piacere!

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  1. …ci pensavo giusto qualche tempo fa… ci sono stati due concorrenti in altrettante serate diverse che non solo avevano evidentemente un buco nero nel cervello, ma erano caratterizzati da un modo di comportarsi assurdo, ridevano in continuazione, parlavano gridando, facevano battute a dir poco imbarazzanti, freddure che nemmeno “Fur gon cin” o amenità del genere… E venivano pure presi per i fondelli dai parenti che li accompagnavano. Ovviamente, non si sa perché, se rischiavano l’eliminazione avevano domande da scuola materna, mentre gli altri dovevano sforzarsi decisamente di più. Pare quasi che debbano andare avanti, cascasse il mondo, qualsiasi domanda ricevano in sorte. Tanto effettivamente c’è sempre quella sul calcio che può risollevare il tutto. Poi sono io che penso male eh🙂 per fortuna non sono più costretta a guardare questo abominio, complice il fatto che a presentare ci sia Fabrizio Frizzi. Carlo Conti non mi entusiasma, ma almeno potevo sopportarlo. Frizzi, no, non ce la posso fare.

    • Allora non sono l’unica ad averlo notato! Il meccanismo mi è sembrato talmente sfacciato che avrei voluto scrivere alla Redazione per protestare.
      Che poi ne venga fuori una panoramica sconfortante sul livello medio di cultura è un altro discorso, che credo faccia il paio con l’articolo sugli analfabeti funzionali che ho postato giorni addietro.

      • Ieri verso l’ora di pranzo, pensa, stavo a tavola quando garrula compare Antonella Clerici mentre balla in gonna e grembiulino. Al che il mio fidanzato fa sconsolato: “…ma è veramente questo il livello medio degli italiani? Guarda, cambia canale sennò mi prende male…”. E si, questo è… mi mette una grossa tristezza, e non so se trasmettono ‘sta roba per convincerci che possiamo essere degli ebeti perché tanto lo sono tutti…
        Avevamo notato anche noi comunque quella cosa con L’eredità… è talmente sfacciata… E dire che ho i miei grossi dubbi anche su Affari tuoi, e non solo per eventuali esiti “pilotati”, ma anche perché si insinua che siano grandi capacità intellettive e “volontarie” lo scegliere un pacco, come se fosse un gioco di alta strategia. Il balletto, e la musichina, e il divertimento, e l’allegria fanno il resto per rassicurare. Veramente avvilente. Questa gente penserà che non deve migliorarsi, che non serve sforzarsi di più. E giustamente, è davvero convinta di essere al massimo delle proprie possibilità. Di essere un genio perché, magari, ha scelto il pacco giusto. Invece non ha fatto niente di speciale, ha solo avuto una botta di c***… se mi passi il termine. La televisione è dagli anni ’80, se non prima, che passa questi messaggi distorti. Certamente danni ne avrà fatti.

      • Sono stata a casa in malattia, la scorsa settimana, e quindi mi è capitato di accendere il televisore una volta in più. Mi sono trovata di fronte allo spettacolo deprimente della Clerici (che facendo la scema si è costruita un impero!) e nauseabondo delle tante ricette, che sono uno schiaffo alla crisi che è sulla bocca di tutti. E anch’io come il tuo compagno mi sono chiesta: “Ma veramente c’è chi la segue?”. Non parliamo della Clerici, per favore!😉

      • La Clerici veramente ha campato sugli “stupefacenti mediatici”: prima il calcio, poi questa roba informe sulla cucina e anche i bambini che cantano… Mmh, alta cultura. Ok, meglio non parlarne davvero😀 quando si mette a ballare e cantare le canzoni dello Zecchino d’oro o roba simile… vorrei lanciare qualcosa contro la televisione. Chessò, un ferro da stiro per esempio. C’è un motivo se non guardo più i suoi programmi😉

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