Teoria e prassi della biblioteconomia (parte X)

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Offendere coi luoghi comuni, in due mosse.

[ore 17.20, interno giorno; tre utenti]

Utente 1, donna: Scusi, la biblioteca ha un orario di chiusura?

Bibliotecaria – Certo che ne ha uno: tra dieci minuti.

Utente 1: – Ah, ok grazie. [raduna le sue cose ed esce, seguita da un’altra ragazza]

Utente 2, uomo: – Certo che quest’orario…

Bibliotecaria: – Sì..?

Ut2: – … spezza proprio il pomeriggio. [si ferma, ammicca] Non credi?

B.: – Mah…

Ut2: Uno non si può fermare qui a studiare con calma, capisci.

B.: – Beh, a Lei che è arrivato un quarto d’ora fa effettivamente spezza il pomeriggio. Per me che inizio a lavorare alle 8, le 17.30 è un orario decente per andare a casa.

Ut2: Ah, sicché tu stai qui dalle 8?

B.: – Eh sì. Tutti noi siamo qui dalle 8.

Ut2: – Capisco… ma a Bolzano c’è una biblioteca che non chiude mai. L’hanno costruita da poco, è un edificio enorme, sempre illuminato, sempre aperto… [roteando in aria il braccio destro riproduce l’ampiezza degli spazi. Si interrompe, la guarda sognante] Quello è un sistema efficiente!

B.: – Il sistema si definisce efficiente in base alle risorse che ha. C’è anche chi con meno risorse dà ugualmente il massimo. Quello che Lei descrive è un sistema con più risorse, non necessariamente più efficiente del nostro, in proporzione.

Ut2: – Certo, certo… lì hanno un sacco di soldi, quindi più personale…

B.: – Probabile.

Ut2: – Ciao!

B.: – Buonasera.

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