Scene dal (pre)matrimonio

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Mi sposo!

[segue casistica di reazioni, ordinate dalla maggiore alla minore frequenza]

– E quindi ti prendi 15 giorni di congedo!

– Dove andate a vivere?

– E lui che fa? Da dove sbuca?

– Dove fate la festa?

– Ah, io al matrimonio non ci credo. Meglio fare un figlio.

– Ah, io al matrimonio non ci credo più: buon divertimento…

– Che vestito hai scelto?

– Auguri!

»

  1. Esistono alcune cose del matrimonio che detesto, una sono le bomboniere (non ne posso fare a meno, siano esse modellini di orci da olio – le ho viste, non scherzo – o cose più adeguate all’occasione, basta siano imbottite di confetti), l’altra sono i discorsi degli altri, il pensiero di doverli sopportare, le frasi di convenienza, le reazioni assurde… Ok, non è così drammatica la situazione, ma se la gente ha da dire bischerate su altro tipo un compleanno o cerimonie come battesimo/comunione/quellochetipare, figuriamoci per il matrimonio! La cosa più triste è che molti dei discorsi finiscono sempre col riportare l’attenzione su di loro, mentre sei tu che ti sposi. Sei tu che li inviti a partecipare della tua felicità, non loro. Cosa vuol dire “io non credo nel matrimonio”?, non lo concepisco… (sorvolando sul “meglio fare un figlio”) ok, ci può stare, ma dirlo a chi si sposa è come minimo indelicato… Io l’ho visto con la laurea. “Ah, ti sei laureata? Mmh… io non credo che lo studio serva a qualcosa”. La cosa mi è successa e ti dirò, la tizia era pure invitata alla mia festa di laurea… che educazione😀 non le ho dato un pugno in faccia – e forse è un peccato -, ma nemmeno le ho detto niente. Tanto, per quello cui sarebbe servito… non mi avrebbe nemmeno dato soddisfazione, essendo la suddetta la versione magra e più scema di Antonella Clerici. Tornando a noi, tu mi dici che ti sposi? Io ti risponderei che sono felice per te e che spero che questo cammino sia voi il migliore possibile, qualsiasi cosa vi aspetterà in futuro, qualsiasi sentiero decidiate di intraprendere insieme. Tutto qui, non c’è altro da inventarsi🙂

    • Grazie, cara Francesca! Qqqquori assai.
      Quanto al merito del tuo commento, hai centrato esattamente il punto: con questo post volevo rilevare che la percentuale di persone disposte a partecipare alla felicità degli altri è veramente minima. “Auguri” non è stata la prima reazione, ma l’ultima fatta seguire a una delle frasi a scelta dall’elenco; e da alcuni non è arrivata mai.

      • …addirittura mai arrivata. Triste, molto triste. Mi dispiace, guarda. Perché poi, dal tenere questo comportamento non ci guadagnano niente nell’immediato, a ben vedere nemmeno in termini di autostima, ma forse sono io che non riesco a comprendere come la cosa li renda “felici”…

      • Eh, vabbe’. In alcuni sarà prevalso lo stupore; in altri una specie di rimpianto per una fase e un’emozione vissute in passato; in altri ancora un sottile rodimento di culo :p La mia non è benevolenza, sai?, quanto di mancanza di aspettative nei confronti degli altri.
        Un abbraccio! Vengo a curiosare sul tuo blog😉

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