Andare a parare

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Proviamo ad andare da qualche parte? (rubrica “Il graffio” del “Sole 24 ore” di domenica 21 dicembre 2014)

Nei nostri talk show ricorre una frase – trasversale, pervasiva – che ciascuno prima o poi immancabilmente dirà: “Così non si va da nessuna parte!”. Un tic linguistico nazionale, un tormentone collettivo che ha contagiato qualsiasi discorso, pubblico e privato. Si tratta di un cliché della comunicazione che, come molti altri (ad es. “Ci può stare”), ha un’origine inequivocabilmente romana – forse per una sovraesposizione della ‘romanità’ negli spot pubblicitari – e con ogni probabilità ‘bassa’, popolare.
Solo in un Paese così immobilista come il nostro, dove le rivoluzioni sono sempre gattopardesche, ognuno sta lì a recitare la propria insofferenza verso l’immobilità e la stasi. Tutti concordi nel volersi muovere. Ma per andare dove? Nessuno lo ricorda più, nessuno sente più il bisogno di dircelo.

Una risposta »

  1. Mi ricordo quando qualcuno si iniziava a dirlo le prime volte.

    Onestamente non ricordo chi, ma ricordo che lo pensavo anch’io… E sfortunatamente non mi ricordo nemme no più dove volevo arrivare.

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