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    • Sento dire: oggi non si distingue più tra canzonette e poesie, parolieri e poeti, patacche e arte. Ma è dai tempi di Domiziano che succede. Marziale scappa da Roma dicendo: “Poeta / exierat, veniet cum Cytharedus erit”, perché “grazie, onori e premi” toccavano solo ai musici. Sento dire: oggi si pubblicano troppi libri. Ma già Berni, a nome del suo stampatore, diceva nella prima metà del ‘500: “Non come questi autor di versi e prosa, / che per far la memoria lor famosa / voglion andar in stampa a processione”. Sento dire: oggi la critica che c’era non c’è più. Ma quando mai c’è stata la critica? “Grandi critici possono esserlo solo poeti di valore e persone che hanno l’occhio per i nessi. Un critico di professione è una costruzione assurda. Persone del genere non possono mai farsi un nome con l’obiettività, ma solo con l’arguzia e il temperamento. Sono dei chiacchieroni, buffoni, arrivisti” (Schnitzler).

      Patrizia VALDUGA, Se penso, da “D” di “Repubblica”, 22/05/2010.

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